Come molti, negli ultimi tempi mi sono posta diverse domande sulla diffusione dell’influenza da virus A H1N1, volgarmente detta “suina”; così ho approfittato della presenza di un medico in famiglia e ne ho parlato con mio marito, il dottor Roberto Lubello, pneumologo presso l’Ospedale Galateo di San Cesario di Lecce.
L’influenza A H1N1 è più pericolosa delle altre forme di influenza stagionale?
No. Presenta gli stessi rischi di altre forme influenzali.
E allora perché si parla più del solito di complicanze respiratorie?
Per due motivi. Il virus A H1N1 sembra avere un potenziale di contagiosità maggiore di altri virus, inoltre quest’anno avremo due tipi diversi di influenza.
In sintesi, ci si aspetta che ci sia un numero più elevato di persone contagiate e, di conseguenza, un numero un po’ più alto del solito di pazienti che potrebbero presentare complicanze più o meno gravi.
Chi sono i cosiddetti soggetti a rischio?
Le donne in gravidanza e, in generale, tutti i pazienti con patologie croniche, soprattutto quelli con malattie a carico dell’apparato respiratorio.
Colpisce prevalentemente i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti. Perché?
Negli anni Settanta si è verificata un’epidemia di un altro virus molto simile a quello che si sta diffondendo in questo periodo. Verosimilmente, quindi, i soggetti meno giovani presentano già una sorta di memoria immunologica, grazie alla quale riescono a contrastare meglio il virus.
Quali sono i sintomi?
Gli stessi di tutte le altre forme influenzali: febbre oltre i 38 gradi a insorgenza improvvisa, affaticamento muscolare, almeno un sintomo respiratorio (tosse, raffreddore, mal di gola).
E come facciamo, quindi, a distinguerla dall’altra forma influenzale che circolerà?
Il virus A H1N1 può essere diagnosticato con un test che consiste in un tampone faringeo.
A chi si consiglia il vaccino?
Probabilmente, quando il vaccino sarà disponibile in Italia per tutti i cittadini l’influenza A si sarà già diffusa. Per cui non è semplice, in questo momento, valutare quante persone potranno beneficiare effettivamente del nuovo vaccino. Quello che si può certamente fare, però, è vaccinarsi contro l’altra influenza stagionale, in modo da essere immuni almeno da questa. Sarà possibile farlo dalla fine di settembre, e quest’anno, più che in passato, è importante che la maggior parte della popolazione, soprattutto i soggetti a rischio di complicanze e le persone maggiormente esposte al contagio (personale ospedaliero, impiegati negli uffici pubblici ecc.), ricorra al vaccino.
Cos’è che temete di più voi medici ospedalieri?
La diffusione del panico, che determinerebbe un eccessivo afflusso di pazienti nei Pronto Soccorso, con conseguenti inevitabili disservizi per il cittadino e riduzione dei posti letto per coloro che necessitano effettivamente di cure intensive.
Ma che cosa deve fare chi sospetti di aver contratto l’influenza A?
Rivolgersi al proprio medico di famiglia, che saprà consigliare i farmaci da assumere e valuterà se il paziente può essere curato a domicilio oppure inviato a una struttura ospedaliera.
