Dal cancro della cervice uterina si guarisce. Occorre però fare prevenzione. Occorre, cioè, sottoporsi con regolarità al Pap test. Grazie a quest’esame, infatti, è possibile diagnosticare precocemente la malattia, come anche la presenza di lesioni precancerose. Secondo le linee guida del Ministero della Salute, tutte le donne dai 25 ai 65 anni dovrebbero sottoporsi al Pap test ogni tre anni. Se ci sono fattori di rischio, o se il test non è negativo, è opportuno ripeterlo con maggiore frequenza e sarà il medico a stabilirlo. Sopra i 65 anni, a meno che non ci siano condizioni particolari, non è più necessario. Sotto i 25 è consigliabile nelle donne con vita sessuale attiva.

Ma quali sono i fattori di rischio che predispongono allo sviluppo di questo tipo di neoplasia? Il principale è l’infezione da Hpv, il Papillomavirus umano. Ciò non vuol dire che tutte le donne che hanno contratto il Papilloma virus svilupperanno un cancro del collo dell’utero, ma semplicemente che hanno una predisposizione. Altri fattori predisponenti sono un’insufficienza immunitaria, l’inizio precoce dell’attività sessuale, l’aver avuto più partner sessuali.

Esistono moltissimi tipi di Papillomavirus; 13 di questi sono stati ufficialmente riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come causa potenziale di tumore al collo dell’utero. In particolare, i più oncogeni sono l’Hpv 16 e l’Hpv 18, responsabili del 70% dei casi di questa neoplasia.

Nel 2006 è stato messo in commercio un vaccino in grado di immunizzare contro alcuni ceppi di Hpv. In realtà i vaccini sono due, e sono diversi. Cervarix di GlaxoSmithKline protegge contro Hpv 16 e Hpv 18, mentre Gardasil di Sanofi Pasteur protegge anche contro Hpv 6 e Hpv 11. Entrambi questi vaccini sono gratuiti per tutte le bambine dal compimento dell’undicesimo anno d’età, fino al compimento del dodicesimo. Il Ministero della Salute non ha indicato quale dei due tipi utilizzare, quindi ogni Regione sceglie autonomamente.

Ma quanto sono efficaci questi due vaccini? Non possiamo dirlo, perché non abbiamo ancora dati sufficienti. Inoltre, bisogna tener presente che non proteggono contro tutti i tipi virali di papilloma.

Il miglior metodo di prevenzione contro il tumore del collo dell’utero resta dunque il Pap test, eseguito con regolarità.


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