Sara, 3 anni, arriva al pronto soccorso accompagnata da entrambi i genitori. Ha ingerito un corpo estraneo, dicono, forse una pila. Stava giocando con il telecomando.
La piccola, all’esame obiettivo, risulta essere in buone condizioni di salute. La radiografia dell’addome, però, conferma la presenza del corpo estraneo, che è effettivamente una pila, di quelle di tipo piatto, delle dimensioni di 2 cm circa. Il problema principale è che il corpo estraneo è bloccato nell’esofago. Nonostante questo, per fortuna non crea problemi alla bambina. Occorre però intervenire chirurgicamente, con urgenza. Sara viene quindi trasferita in un reparto di chirurgia pediatrica attrezzato per questo tipo di emergenze. Come da protocollo viene trasportata in ambulanza, accompagnata da un medico e da un infermiere. Arrivata nel reparto di competenza, viene ripetuto l'esame radiologico che conferma il mancato transito del corpo estraneo. A questo punto si organizza la sala operatoria; la piccola paziente viene sottoposta ad anestesia generale con intubazione e si procede alla rimozione endoscopica del corpo estraneo. Dopo circa 48 ore Sara viene dimessa.
Sara, ovviamente, è un nome di fantasia. Il caso clinico, però, è reale. Ce ne parla il Dottor Salvatore Pungente, del Pronto Soccorso dell’Ospedale A. Perrino di Brindisi.
Dottor Pungente, è la prima volta che le capita un caso clinico del genere?
Casi come questi sono abbastanza frequenti nel nostro pronto soccorso. Personalmente, negli ultimi tre anni mi sono capitati una decina di casi, tutti fortunatamente risolti in breve tempo.
Che età avevano i bambini?
Appartenevano a una fascia di età compresa tra i 2 e i 10 anni.
Quali sono i rischi maggiori a cui è andata incontro la bambina ingerendo la pila?
Bisogna anzitutto distinguere le inalazioni dalle ingestioni. Nel primo caso le complicanze, immediate, sono prevalentemente respiratorie e talora assai difficili da gestire. Per quanto riguarda le ingestioni, invece, cioè casi come quello di Sara, generalmente l'intrappolamento di un qualsiasi corpo estraneo può causare lo sviluppo di terribili complicanze quali l'occlusione, l'infezione e la perforazione degli organi cavi che attraversa.
Vuole aggiungere altri particolari sul protocollo da seguire in questi casi?
La significativa morbilità associata alla ritenzione dei corpi estranei, in particolare nell'esofago, giustifica la necessità di una pronta rimozione, eccezion fatta per gli oggetti smussi e di piccole dimensioni per i quali è lecito attendere 24 ore per verificare la naturale progressione in cavità gastrica. La presenza di complicanze perforative o emorragiche gravi, però, indipendentemente dal tipo di oggetto ingerito, è di per sé indicazione al trattamento chirurgico in urgenza, che sarà modulato dalle caratteristiche e dalla sede della complicanza. Attualmente la tecnica endoscopica rimane la metodica di scelta per la rimozione dei corpi estranei.
Quali possono essere le complicanze a distanza di tempo?
Le complicanze a distanza sono rappresentate essenzialmente dalle stenosi post infiammatorie che possono richiedere un eventuale trattamento dilatativo, che consiste in dilatazioni eseguite per via endoscopica e ripetute nel tempo.
